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  Argomenti di alimentazione e nutrizione, a cura della   Dott.ssa Kreibich

 La Dott.ssa Eva Kreibich, farmacista con Master Universitario in  Nutrizione, consulente modello alimentare “La Zona”, corsi di  Naturopatia Istituto Rudy Lanza, è esperta in nutrizione  naturopatica, integratori fitonutrizionali, oligoelementi, sali biochimici tissutali di Schussler, floriterapia.
La Dott.ssa Kreibich vive a Milano; per Consulenze Alimentazione Naturale Naturopatica e per contatti tel. al 333/6671143 oppure all'e-mail: dott.ssakreibich@libero.it.


 L’alcol: con moderazione (I parte)
 4 luglio 2008


L’alcol (etilico o etanolo) e le bevande che ne contengono, per diverse ragioni, non possono essere considerati come alimenti. Se consumato in eccesso può causare uno squilibrio nutrizionale – alimentare e l’effetto tossico proprio dell’alcol può interessare i processi digestivi, metabolici ed escretori.

L’alcol non ha bisogno di essere digerito. Può essere assorbito nella bocca e nello stomaco, anche se la maggior parte si assorbe a livello duodeno-digiunale. E’ consigliabile ingerire simultaneamente alimenti per ritardarne l’assorbimento, evitando così i picchi di iperalcolemia.

Dopo essere stato assorbito, l’alcol si distribuisce uniformemente nello spazio acquoso intra- ed extracellulare (interstiziale e nel sangue) ma non nel compartimento grasso.

Questa distribuzione dell’alcol permette di spiegare la diversa sensibilità tossicologica individuale, che sarà maggiore nelle persone di piccola taglia/costituzione. La donna sarà più sensibile avendo un minor contenuto acquoso ma più grasso corporeo. Per la stessa ragione gli anziani sono tossicologicamente più sensibili.

Dopo l’assorbimento la maggior parte (90-95%) dell’alcol viene metabolizzato a livello epatico, mentre il resto viene eliminato per via respiratoria. La misura della quantità espirata con un “etilometro” permette di conoscere la quantità di alcol ingerita. In Italia il tasso alcolemico massimo consentito è di 0,5 g/l, una concentrazione raggiungibile con 2 bicchieri di vino o 2 birre medie o quantità inferiori nel caso di bevande con maggior contenuto alcolico (brandy, gin, rum, whisky ecc.).

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 L’alcol: con moderazione (II parte)
 4 agosto 2008


La capacità metabolica dell’alcol è molto variabile e dipende da molti fattori individuali (sesso, età, costituzione ecc.) ma anche dallo stato nutrizionale dell’individuo e può variare entro limiti molto ampi. Il valore medio stimato è di circa 100 mg/kg/ora. Per cui un uomo di 70 kg ha una capacità media giornaliera di disintossicazione epatica di circa 168 g di alcol (cioè l’alcol contenuto in circa 2 bottiglie di vino da 750 ml); per metabolizzare completamente ingestioni superiori a questo valore è necessario più di un giorno.

L’assunzione di alcol dovrà essere sempre accompagnata dalla contemporanea ingestione di alimenti, perché in queste condizioni si riesce a regolarne l’assorbimento e a metabolizzarlo gradualmente. Il valore calorico dell’alcol è di 7 kcal/g a cui vanno aggiunti altri elementi come gli zuccheri, spesso presenti nelle bevande alcoliche.

Le bevande alcoliche rappresentano una fonte di calorie “vuote”, perché sono carenti dei micronutrienti (vitamine e minerali), necessari per la loro metabolizzazione. Per questo motivo e per la tossicità propria dell’alcol (se assunto in eccesso) le bevande alcoliche non possono essere considerate come alimenti.

Tra i vari effetti negativi, il consumo abituale ed eccessivo di alcol determina uno stato di malnutrizione a causa del danno creato dall’alcol alla mucosa dell’apparato digerente e alle ghiandole annesse (fegato e pancreas) coinvolte nella digestione e nell’assorbimento della maggior parte dei nutrienti.

Gli effetti benefici di un consumo moderato dell’alcol consistono in un aumento delle HDL (colesterolo buono) che possono ridurre il rischio di formazione di trombi e anche eliminarli, se sono piccoli. Questo effetto dell’alcol è indipendente dai possibili effetti benefici cardiovascolari del consumo, moderato, di vino rosso, dovuti alla capacità antiossidante di alcuni composti fenolici.

Bibliografia: Funiber, Università Politecnica delle Marche


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 L’alcol: con moderazione (III parte)
 4 settembre 2008


Nelle società sviluppate il consumo di bevande alcoliche è spesso elevato, per motivi sociali e psicologici (ansia ed evasione).

Il consumo abituale ed eccessivo di alcol è un fattore determinante in molte cause di morte, nel mondo occidentale, come, per esempio, cirrosi epatica ed incidenti stradali. In Italia il 40% degli incidenti stradali ed il 9% dei ricoveri ospedalieri sono attribuibili direttamente o indirettamente all’alcol. L’alcol è inoltre coinvolto in numerose patologie. L’OMS nel World Health Report del 2002 stima che sono attribuibili all’alcol il 10% di tutte le patologie.¹

Come già accennato, gli effetti benefici di un consumo moderato dell’alcol è stato relazionato con un minor rischio di malattia coronaria grave (infarto miocardio) e di mortalità cardiovascolare.²

Il calcolo dei grammi di alcol contenuti in un bicchiere di vino si ottiene: moltiplicando il volume del bicchiere di vino (125 ml) per la densità dell’alcol (0,8 g/cm3 ) per i gradi alcolici (12% in vol.) = 12 g di alcol, nel nostro caso. (Per smaltire l’alcol contenuto in 1 bicchiere di vino, un uomo di 60 kg impiega circa 2 ore.)

Come già ricordato, la sensibilità all’alcol dipende da molti variabili individuali. In generale un consumo moderato per l’uomo significa non oltrepassare 2 - 3 bicchieri di vino e per la donna 1 -2 bicchieri al giorno, intesi come limite massimo per una persona in buona salute, da consumare possibilmente ai pasti e seguendo una dieta adeguata.

Va tenuto conto dell’ effetto disidratante che l’alcol esercita, in quanto inibisce l’ormone antidiuretico (ADH) preposto al riassorbimento di acqua a livello renale, aumentando così le perdite di acqua attraverso le urine. E’ buona norma, quindi, bere più acqua quando si consumano alcolici.

Bibliografia1,2: Funiber, Università Politecnica delle Marche





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